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Cold Case

Ylenia Carrisi: Trent'anni di Silenzio sul Mississippi

#Scomparsa #Cold Case #New Orleans #1994 #Ylenia Carrisi
Ylenia Carrisi scomparve a New Orleans il 6 gennaio 1994. Fatti accertati, indagini reali e misteri irrisolti del cold case più famoso d'Italia.
Redazione CrimeBlog 22 febbraio 2026 New Orleans, USA
Tempo Stimato: 8 minuti
Il fiume Mississippi al tramonto, nei pressi del French Quarter di New Orleans

Era il 1° gennaio 1994, circa mezzanotte a Roma. A New Orleans — sei ore indietro — il 1993 stava per finire.

Ylenia Carrisi, 23 anni, chiamò sua madre Romina Power dal telefono del LeDale Hotel, nel cuore del French Quarter.

Era una telefonata di capodanno.

Normale.

Tranquilla.

Nessuno, in quella famiglia, poteva immaginare che sarebbe stata l’ultima conversazione serena con lei.

Trent’anni dopo, il caso Ylenia Carrisi resta tecnicamente aperto. La polizia di New Orleans ha una sua teoria. Al Bano ne ha un’altra. Romina Power ne ha una terza. E i fatti accertati — pochissimi — galleggiano come frammenti sul Mississippi. Questo articolo non offre risposte definitive. Offre qualcosa di più raro: i fatti, distinti dalle ipotesi.

Chi era Ylenia

Ylenia Maria Sole Carrisi nacque a Roma il 29 novembre 1970. Era la primogenita di Al Bano Carrisi, cantante pugliese di fama internazionale, e di Romina Power, attrice americana figlia del divo di Hollywood Tyrone Power e dell’attrice messicana Linda Christian. Aveva tre fratelli: Yari (1973), Cristèl (1985) e Romina Jr. (1987).

Crescere con quei genitori significava crescere sotto i riflettori. Ma Ylenia non era una ragazza da copertina passiva. Era curiosa, poliglotta, lettrice vorace. Amava Jack Kerouac e il suo On the Road, e aveva interiorizzato quella filosofia del viaggio come forma di conoscenza. Frequentava il King’s College di Londra per un corso di letteratura. Nell’estate del 1993 annunciò al padre che avrebbe preso una pausa dagli studi per girare il mondo da sola, zaino in spalla, con l’obiettivo di scrivere un libro sugli artisti di strada e sui senzatetto. Vendette alcuni suoi oggetti per autofinanziarsi il viaggio.

La Scomparsa: I Fatti Accertati

Al LeDale Hotel, nel French Quarter, Ylenia soggiornava con Alexander Masakela, un trombettista di strada conosciuto sei mesi prima durante un primo soggiorno a New Orleans. La famiglia lo conosceva e non lo approvava: aveva precedenti per molestie sessuali e uso di droga.

CRONACA LOCALE Vol. IX - N. 42
CORRIERE DELLA SERA
Pubblicato il: 22 Gen 1994

YLENIA CARRISI SCOMPARSA A NEW ORLEANS: LA FAMIGLIA LANCIA L'ALLARME

La figlia di Al Bano e Romina Power è scomparsa dalla sua camera d’albergo nel French Quarter il 6 gennaio scorso. La famiglia, giunta d’urgenza dagli Stati Uniti, collabora con la polizia locale. Le autorità americane mantengono il massimo riserbo sulle indagini in corso.

Archivio Storico Press
Record Declassificato

Il 6 gennaio 1994, intorno a mezzogiorno, la titolare dell’hotel Cindee Dale vide Ylenia uscire per l’ultima volta. In camera lasciò tutto: zaino, appunti, passaporto, macchina fotografica — quella da cui, secondo chi la conosceva, non si separava mai — vestiti, bagagli, una Bibbia. Alexander Masakela rimase in hotel fino al 14 gennaio. Poi si presentò al bancone con il passaporto di Ylenia e tentò di pagare il conto con i traveler’s check intestati a lei, non firmati. Fu quel gesto a far scattare l’allarme.

L’Arresto di Masakela

DIPARTIMENTO DI POLIZIA METROPOLITANA

Verbale di Deposizione Ufficiale

N. Riferimento
ORD-NOPD-94-0131
Ufficiale Verbalizzante: Det. Ronald Brink, NOPD
Data/Ora Registrazione: 31 Gen 1994

Proceduto al fermo di Alexander Masakela in relazione alla scomparsa di Ylenia Carrisi. In suo possesso il passaporto della donna e assegni non firmati a lei intestati. Il soggetto dichiara di ignorare la posizione della Carrisi ma afferma di credere che stia bene. Mancanza di prove dirette non consente di procedere oltre la custodia cautelare. Rilascio previsto entro 14 giorni salvo nuovi sviluppi.

Documento Acquisito in Archiviazione Digitale
Firma: Det. Ronald Brink, NOPD

Nei giorni successivi all’arresto, una ex fidanzata di Masakela lo denunciò per stupro, aprendo un fascicolo separato. Il 31 gennaio 1994 Masakela fu arrestato in relazione alla scomparsa di Ylenia, ma rilasciato dopo meno di due settimane per mancanza di prove. Dopodiché sparì, facendo perdere le proprie tracce. Non risultano procedimenti penali a suo carico conclusi in relazione al caso.

La Testimonianza di Albert Cordova

La testimonianza considerata più attendibile dalle autorità americane è quella di Albert Cordova, guardiano notturno dell’Audubon Aquarium of the Americas. Cordova dichiarò di aver visto, il 6 gennaio 1994 intorno alle 23:30, una giovane donna bionda seduta sulla banchina di legno lungo il Mississippi con le gambe penzoloni. La descrisse: dai 18 ai 24 anni, giacchetta scura, vestito a fiori. Quando le disse che non poteva stare lì, la ragazza rispose: “Non importa, tanto io appartengo comunque alle acque”, e si tuffò nel fiume nuotando verso il centro della corrente.

Le banchine di legno lungo il Mississippi nel French Quarter di New Orleans
REPERTO 01 Le banchine sul Mississippi nei pressi dell'Audubon Aquarium of the Americas: il luogo indicato dalla testimonianza di Albert Cordova.

Cordova chiamò la polizia fluviale. Le ricerche con tre motoscafi e due elicotteri durarono ore. Nessun corpo fu recuperato. Rimane però un problema metodologico serio: in un primo momento Cordova aveva identificato come somigliante alla ragazza una quindicenne del West Virginia, Brooke Susanne Javins. Solo il 28 gennaio — quando si scoprì che la Javins era viva — il detective Brink mostrò a Cordova le foto di Ylenia, e solo a quel punto l’uomo disse che era lei. L’identificazione retrospettiva, guidata da un investigatore, è una delle fonti più note di errore testimoniale.

La Pista del Serial Killer

Nel 2015 emerse una terza ipotesi. L’agente speciale Dennis Haley depositò una testimonianza al tribunale di Bartow (Florida): il serial killer canadese Keith Hunter Jesperson — noto come Happy Face Killer, condannato a tre ergastoli in Oregon — aveva confessato di aver ucciso una giovane donna in autostop nei pressi di Tampa nel gennaio 1994. La somiglianza fisica con Ylenia fu notata, e Jesperson scelse la foto di Ylenia da un gruppo di immagini. Le autorità della Florida disposero il test del DNA sui resti del cadavere.

AMMINISTRAZIONE CENTRALE DELL'ARCHIVIO
RECORD DI STATO DECLASSIFICATO
REF: FL-DNA-2015-CARRISI
RECORDED: 2015

ESITO TEST DNA — CASO CARRISI

Il confronto del profilo genetico ricavato dai resti ritrovati a Holt, Interstate 10, con il DNA fornito da Al Bano Carrisi come riferimento parentale dà esito NEGATIVO. I resti non appartengono a Ylenia Maria Sole Carrisi. La pista Jesperson viene definitivamente scartata.

Certificazione di Autenticità n. FL
Accesso Autorizzato Livello 4

Analisi Critica

I dieci giorni tra la scomparsa di Ylenia (6 gennaio) e la denuncia ufficiale (circa il 14-18 gennaio) rappresentano una finestra critica irrecuperabile. Masakela rimase in hotel, usò gli effetti personali della ragazza, non avvisò nessuno. Con quei precedenti, in quella situazione, la sua condotta avrebbe dovuto insospettire prima. Nessun sistema di allerta rapida per adulti scomparsi era attivo nel 1994, né in Italia né negli USA, con i tempi di risposta che conosciamo oggi.

Il paradosso familiare ha avuto effetti pubblici significativi. Al Bano presentò istanza di morte presunta al Tribunale di Brindisi nel gennaio 2013. La sentenza fu emessa il 1° dicembre 2014: Ylenia dichiarata morta presunta, con data fissata al 31 dicembre 1993. Romina Power definì la decisione “una fonte di profonda amarezza” e, ancora nel novembre 2025, ha dichiarato: “Io so che mia figlia è ancora viva.” Entrambe le posizioni sono comprensibili sul piano umano. La morte presunta non equivale all’accerta- mento della causa del decesso: è una dichiarazione legale, non una conclusione investigativa.

“Non sappiamo cosa sia successo a Ylenia quella sera del 6 gennaio 1994. Quello che sappiamo è che era una persona reale, con una famiglia, sogni precisi, e il diritto di non sparire nel nulla.”

Dove Siamo Oggi

Il fascicolo investigativo della polizia di New Orleans non risulta formalmente chiuso. Nessun corpo è mai stato identificato come quello di Ylenia. Nessun sospettato è stato condannato. Alexander Masakela non è più stato rintracciato pubblicamente dall’inizio degli anni Novanta. Romina Power nel novembre 2025 ha annunciato l’intenzione di creare una fondazione dedicata alle ragazze scomparse, in memoria della figlia. Il 29 novembre 2024, Ylenia avrebbe compiuto 54 anni.

Sintesi dell'Indagine

Elementi Chiave

  • / Ultima presenza confermata: LeDale Hotel, French Quarter, 6 gennaio 1994 ore ~12:00.
  • / Masakela arrestato il 31 gennaio 1994 e rilasciato per mancanza di prove. Irreperibile dal febbraio 1994.
  • / Testimonianza Cordova: donna vista tuffarsi nel Mississippi la sera del 6 gennaio. Identificazione contestata metodologicamente.
  • / Pista serial killer Jesperson scartata dal test del DNA (2015).
  • / Morte presunta dichiarata dal Tribunale di Brindisi il 1° dicembre 2014, data fissata al 31 dicembre 1993.

Conclusioni

Caso irrisolto. Nessun corpo ritrovato, nessun colpevole condannato. Il fascicolo investigativo della polizia di New Orleans non risulta formalmente chiuso.

Stato: Cold Case

Risorse per Approfondire

  • Libri: Il mistero di Ylenia di Enzo Catania e Mario Celi (Liber Internazionale, 1994); Fra cielo e terra di Al Bano (Piemme, 2013)
  • Podcast: True Crime Diaries — La Case Books, episodio novembre 2025
  • Televisione: Archivi Chi l’ha visto? (Rai Tre), testimonianza di Sharon (2011) e aggiornamenti successivi
  • Numero utile: Se conosci informazioni su persone scomparse in Italia, chiama il 116000 (Telefono Azzurro — persone scomparse)

Una Persona Reale

Ylenia Carrisi meritava di tornare a casa, di finire il suo libro, di diventare ciò che stava diventando: una scrittrice, una viaggiatrice, una donna libera che aveva scelto la propria strada. La sua storia ci ricorda come la scomparsa di un adulto possa scivolare nelle crepe del sistema — tra norme che non impongono segnalazione immediata e testimonianze che arrivano in ritardo.

Se hai elementi utili su questo caso o su altri cold case italiani, puoi contattare il 116000 o lasciare un commento rispettoso qui sotto. Ogni informazione, in questi casi, può fare la differenza.

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